Uno sguardo su nuove strade!

Faccio una premessa doverosa, io sono lento. Se paragonato agli amici, quelli veloci, quelli dai lunghi da 4’ a km di media, io posso dire tranquillamente di far parte della categoria LENTI. Primo perché a 4’ a km non ci faccio manco le ripetute sui mille, poi perché non sono leggero. Voi direte “eh bè che c’è?”… appunto nulla di strano, dopo 25anni di onorata carriera podistica so cosa ho imparato e più che altro dove posso arrivare.

Allora meglio giungerci sani, consapevoli e con un sorriso in più.

Sugli ultimi due aspetti non ci sono palestre che ti possono allenare, campi d’atletica in grado di farti fare il miracolo, dipendono, più di ogni altra cosa, solo dalla testaccia bacata che ti ritrovi.

Invece, per il primo, la tua condizione fisica, è necessario e doveroso non fermarsi mai e fare ciò che non ritenevi necessario, come una scommessa, per provare a stare meglio.

Perché quando corri, i muscoli lavorano sì, ma non basta. Le metodologie di allenamento sono cambiate e con esse i carichi di lavoro. Più passano gli anni, i miei, e più c’è bisogno di rendere l’hardware resistente ad un software che, a volte, stenta a riavviarsi al mattino o spesso trova dei bug auto-generati che ti fanno andare come non vorresti.

Di conseguenza, dopo aver rotto le scatole all’amico e preparatore Fidal Andrea Mestre, con cui abbiamo tirato giù 12 settimane di lavori su strada, in questi giorni ho bussato a casa Ciocchetti.  Massimone è un amico che di corsa e di muscoli ne sa sicuramente più di me (Laurea in Scienze Motorie e Sportive IUSM Preparatore Atletico e fisico F.I.P.E. – Tecnico Fidal – Area Tecnica di BASE della IUTA).

Ci siamo sentiti al rientro dalla sua vacanza a Berlino dove ha corso la 100miglia, passando per un fiordo all’estremo nord della Danimarca per una 100km, finendo per la Penisola di Dingle a 400km da Dublino. Insomma le solite due settimane a Milano Marittima a pensione completa!

Mi ha salutato con una frase che non lascia spazio a perdite di tempo: ho qualcosa che fa al caso tuo, quindi a breve ti mando tutto!!

Perché come dico sempre fai tutto il possibile per non sentire la fatica o a sentirla meno, tra cui amplia le vedute, rompi le scatole  e confrontati con chi ne sa più di te e non fissarti sui soliti giri.

Prova strade  nuove, mettiti alla prova con lavori diversi, attiva l’azione su muscoli che fino a ieri credevi di usare solo perché —-be’ sai io corro!

Niente di più sbagliato, per noi gente da scrivania, cambiare è necessario. Correre e basta, in più lentatemele, ti blocca non solo il passo, ma ciò che più conta, vincoli le aspettative, non ti fa vedere le cose per quello che puoi fare tu e di conseguenza perdi la fiducia sulle tue capacità e le possibilità che avevi fino a pochi anni prima.

Buona scommessa con voi stessi amici!

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso