Quale è il tuo miglior tempo?

In ufficio, una volta a settimana, c’è una frase che ti accoglie al caffè delle 9.00 ed è : “dai per fortuna che è venerdì” e fa parte dei riti e dei ritmi della quotidianità lavorativa. Sfoghi, gesti e modi rassicuranti che aiutano ad avere la certezza di non perdersi in luoghi dove, spesso, non hai i tuoi punti fermi.

La settimana lavorativa potrebbe essere vissuta meglio, senza sperare nell’arrivo del venerdì perché è segno che nei giorni appena trascorsi sei stato scomodo e inquieto, ma di fatto, il tutto, dipende da come stai fuori dalle 4 mura del tuo ufficio e non solo da come lo vivi dentro.

In ogni contesto sociale ci sono andature in cui la nostra energia e capacità di adattamento cambiano in una sequenza replicata nel tempo.

Martedì sera ero in piscina e stavo ultimando i lavori del coach e nella ripetitività della nuotata pensavo da quanto tempo andava avanti quella giornata: iniziata alle 5.00 con l’uscita in strada, 12km con variazioni in una Roma calda e addormentata, poi in ufficio fino a sera, il nuoto e il recupero della figlia ad una festa non prima delle 23.00.

La cadenza dei lavori, qualsiasi essi siano, dalla scrivania, al tartan, passando per il cloro, risentono della nostra vita e degli aspetti più personali.
Per me, ad esempio, il martedì è il giorno del carico lavorativo. Perché sei non lontano dal week end, dove hai avuto tempo per fare gli allenamenti più lunghi, farli bene e senza troppe mediazioni con il resto della vita.

Perché hai di mezzo il lunedì che è il giorno della consapevolezza, del recupero e scarico e sei cosciente cosa hai fatto e cosa non hai fatto, dei pianti da coccodrillo per quello che te sei mangiato e delle riflessioni su cosa non farai più, almeno fino a mercoledì.

Ascoltando sull’argomento tempo e spazio le confessioni degli amici scopro che Daniele, uno di quelli che viaggiano sulla prima corsia della pista di atletica e che sanno far girare le gambe, ha la sua originale sequenza settimanale.

Il lunedì si fortifica con le salite, avendo la gara del week ancora addosso.

Il martedì si riposa.

Il mercoledì entra in gioco la qualità in pista.

Il giovedì è più da chiacchiera al parco.

Il venerdì si rifinisce per arrivare di nuovo alla fatica nutriente della domenica.

 

Poi ci sono coloro che, con poche parole, riassumono al meglio le fasi della nostra quotidianità, perché come l’amico Beppe hanno sulle spalle quintali di medaglie delle maratone concluse e grazie ai tanti chilometri corsi sanno usare bene il tempo, tutto il tempo che abbiamo.

E allora ti racconta che il lunedì sei ancora troppo vicino al fine settimana.

Il martedì recuperi e cominci a mettere in moto.

Il mercoledì lavoretto leggero.

il giovedì sei così felice perché c’è il pasto libero settimanale del nutrizionista e le trattorie hanno degli gnocchi fantastici.

il Venerdì fai il lungo per smaltire la cena della sera precedente. Sabato e domenica mare.

Ah! che belle alcune certezze del maratoneta.

E voi? Quale è il vostro miglior tempo…tra caffè in ufficio, pista, pasta e vasca?

(Ph: grazie a Igor Toppi)