Fate ancora la MO.RE.

Non è una maratona come tutte le altre anche se la distanza la rispetta al centimetro, si corre a squadre di tre atleti e la prima partirà alle ore 21.00; le altre seguiranno ad intervalli di circa 15/20 secondi in un ordine prestabilito ad estrazione.

Non è una gara che in solitaria perché di notte, sulle strade buie e silenziose la fatica da sentire non è solo la tua ma anche di chi ti corre accanto. Non è una gara  da passerella sui social network anche se alla partenza ti senti come sul red carpet di Los Angeles.

E’ la Monza Resegone e per la 48a volta, sabato 23 giugno, prenderà il via da sotto l’Arengario di Monza. Per chi non la conoscesse la MO.RE. come la chiamano da anni è una maratona che parte dal comune brianzolo e termina in vetta al Resegone dopo 42.195 metri.

Il percorso è esigente, si corre per 37 km circa su strada fino al paesino di Erve ai piedi del monte per poi affrontare gli ultimi chilometri in un trail impegnativo che ti porterà in vetta alla Capanna Alpinisti Monzesi. Questo ultimo tratto supera circa 1.000 mt. di dislivello, nella notte e con condizioni metereologiche spesso difficili.

Il tutto si affronta in tre, si parte in tre e si deve arrivare in tre. In gara si fa il passo del più lento in una corsa che è la rappresentazione di un impegno pienamente condiviso e sostenuto.

Una gara che è un pezzo del corredo genetico di tanti podisti, di padri che corrono con i figli cresciuti all’ombra del Resegone. Di amicizie nate lungo le strade dei paesini che si alternano e fanno il tifo per tutte le squadre in gara.

Ci siamo partiti da Roma 4 volte per correrla tutta fino alla vetta e le medaglie appese fanno ormai da eco ai tuoi deliri podistici annuali con amici e parenti.

E’ la Monza Resegone ed è la gara che si corre in tre, ma con un cuore solo.