Ecco quali sono gli sport che vorremmo fare…

Qualche giorno fa ho chiesto agli amici in rete “se doveste scegliere di fare un altro sport che non sia corsa, bici, nuoto quale sport fareste?

Sono arrivati più di 190 commenti con relative risposte di sport alternativi alla classica triplice.

La domanda è nata dopo una chiacchierata con un amico, dove ponevo al centro della questione l’incapacità in età adulta di vedere attività sportive diverse da quelle che ormai da anni ci fanno una sana compagna quotidiana.

La corsa il nuoto e la bici sono praticabili ovunque, sono sport individuali, non necessitano di una squadra con cui farli e ci restituiscono quella sensazione di sana fatica che ci fa stare accesi per il resto del tempo.

Sono dei fire starter delle endorfine.

Ad ogni allenamento sembra di esserci consumati un po’ ma con il risultato di essere cresciuti atleticamente tantissimo.

E gli altri sport?

Quanti ce ne sono e quanti ne abbiamo fatti prima di rimettere le scarpette da corsa e scendere sotto casa, nel frattempo eravamo un po’ imbolsiti, e con la scusa di tirare via quei chili di troppo siamo arrivati sul Verrazzano Bridge.

Ma fate il conto di quante attività potremmo fare. Non sono mica sport figli di dio minori, tutt’altro.

La nostra è solo una visone limitata dell’orizzonte iridato. Frequentiamo altri come noi, vediamo fare sempre le stesse cose a tutti.

Allora se uno volesse fare un cambiamento, anche alla luce del fatto che non ci saranno più gare in strada come le abbiamo sempre fatte per un bel po’ di tempo, perché non fare il salto oltre la linea della fatica podistica? Ma anche della corsia in vasca e della pedalata?

Tornando alle risposte a quel post scritte dagli amici da cui siamo partiti, è stato bello leggere che tutti vorrebbero riscoprire le origini del loro sport, rifare ciò che avevano fatto con tanto entusiasmo giovanile.

Non ci sono state molte alternative con sport di squadra, l’animo solitario di molti si riflette anche nelle diverse possibilità elencate.

Pallavolo come primo amore scolastico e poi il Basket, tanto trekking, molto canottaggio e lavori di potenziamento come body building e calistenik. Ma anche tanti sport invernali, sci alpinismo e da fondo, curling (chissà dove lo farebbe un romano il curling) e pattinaggio in tutte le forme.

Ma il bello è che c’è chi sogna di cavalcare onde e prendere il vento sul mare, di giocare a bocce e tirare di scherma e con l’arco.

Io credo che molte scelte sono anche il segnale dello stile di vita che facciamo, gli sport di squadra prevedono tempi e modi non più dipendenti solo da noi, serve una struttura e un gruppo di allenamento da conciliare con troppe cose.

Nella lista c’è il tennis che vince su tutti in termini di preferenze, forse perché come dice Andrea Agassi nel suo celebre libro Open è lo sport solitario per eccellenza, e in questo i circoli di città sono un valido supporto alla partita dall’allenamento.

La solitudine del maratoneta si sposa bene con la concentrazione di poter spedire una pallina ali di là della rete alla massima velocità e precisione possibile.

Meritano una menzione speciale le arti marziali, in tanti hanno detto che farebbero o tornerebbero a fare ciò che hanno lasciato sul tatami… perché è proprio vero che come dice Mauro Covacich nel suo famoso romanzo “A perdifiato “.

La maratona è un’arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva. Pensateci, cos’è il maratoneta se non un samurai disarmato il maratoneta pensa con il corpo e il pensiero ossessivo del suo corpo è: resistere per 42195 metri a una velocità superiore a quella già ottenuta. E’ inevitabile per il maratoneta pensare a se stesso come al peggior avversario.

Poi ci sono le scelte bizzarre, come per dire se devo decidere una novità allora faccio ciò che sogno da una vita e non ho avuto iL coraggio di fare o rifare in età adulta.

E quindi ecco in serie le alternative alla fatica vissuta fino ad oggi

Pole dance

Dardi al pub

Canto

Bourlesque

Motociclismo

Ballo

Insomma amici a voi la scelta, perché cambiare fa paura ma una volta che vi siete lanciati, non potrete più tornare indietro anche cantando davanti ad un pubblico o facendo paracadutismo.

Buona settimana sportiva

Marco